Patologie del ginocchio
Buongiorno a tutti , anche oggi vi parlerò di una parte del nostro corpo soggetta a traumi: il ginocchio.
Per iniziare vi spiego con poche parole come è fatto un ginocchio.
E’ un’articolazione complessa formata da tre ossa: il femore, la tibia, la fibula(o perone) e dalla rotula o patella (osso che con le dita delle mani possiamo spostare a destra , sinistra , sopra o sotto ). Da non dimenticare i due meschi che hanno la funzione di assorbire i colpi e proteggere la cartilagine articolare . Naturalmente oltre a tutto ciò ci sono le parti essenziali , muscoli, legamenti, tendini.
Non entro troppo nello specifico visto che mi preme parlarvi più delle patologie e dei muscoli che se non allungati adeguatamente possono portare a queste patologie.
La funzione del ginocchio è di deambulazione ma possono sussistere fattori che compromettono questo lavoro, ne elenco alcuni:
- Traumi
-Squilibri muscolari
-Lesioni ai menischi
-Morbo di Schllater ecc.
Queste condizioni e tante altre, se non curate possono dare il via ad un processo degenerativo del ginocchio e di tutte le catene cinetiche connesse.
Il dolore al ginocchio è frequente in molti sportivi ma può raggiungere anche gli anziani e le persone sedentatie.
Vediamo alcune patologie :
TENDINITE = è un’infiammazione del tendine rotuleo del quadricipite dovuta a continue sollecitazioni che portano all’accorciamento dello stesso e trasferiscono direttamente lo sforzo sui tendini del ginocchio.
Ne sono soggetti i giocatori di pallavolo, calciatori, ciclisti ecc…
MUSCOLO DA ALLUNGARE : QUADRICIPITE FEMORALE MA ANCHE I MUSCOLI POSTERIORI DELLA COSCIA
ARTRITE : è una patologia degenerativa che riguarda la cartilagine articolare la quale per il suo nutrimento dipende dal pompaggio sanguineo prodotto dal movimento. Se le nostre gambe fanno poca o nessuna attività fisica e se il nostro peso corporeo sale, possiamo andare incontro a questa patologia che porta ad un indebolimento dei muscoli e loro accorciamento.
MUSCOLI DA ALLUNGARE : TUTTI I MUSCOLI CHE ATTRAVERSANO L’ARTICOLAZIONE DEL GINOCCHIO DAVANTI E DIETRO, MEGLIO SE IN MODO GLOBALE.
CONDROMALACIA : è una patologia che provoca degenerazione della cartilagine che si trova dietro la rotula ed è causata da squilibri tra muscoli anteriori e posteriori della gamba. Provoca dolori ai lati delle ginocchia o sotto la rotula e fastidi nello scendere e salire le scale.
MUSCOLI DA ALLUNGARE : QUADRICIPITE IN PRIMIS MA ANCHE I MUSCOLI POSTERIORI DELLA COSCIA
MORBO DI SCHLATTER : è un disturbo che colpisce i giovani tra i nove e i tredici anni che svolgono attività sportiva dove viene richiesto il salto, la corsa, l’arrampicata, ecc.
Provoca un dolore sotto il ginocchio e possibile protuberanza , la causa principale è l’accorciamento del muscolo quadricipite e di tutte le strutture coinvolte .
MUSCOLI DA ALLUNGARE : QUADRICIPITE IN PRIMIS, MA ANCHE I MUSCOLI POSTERIORI DELLA COSCIA
Esistono altre conseguenze molto comuni dovute ai traumi ripetitivi che vanno però risolte con intervento chirurgico ( lesione ai menischi, lesioni ai legamenti). Ovviamente per evitare di incombere in una patologia grave e quindi dover subire un’ intervento è meglio fare sempre esercizi di allungamento muscolare globale.
Come vedete oltre al muscolo coinvolto principalmente nella patologia, ho sempre incluso l’allungamento dei muscoli della loggia posteriore, in quanto sono muscoli che tendenzialmente tendono all’accorciamento e molte volte il muscolo quadricipite va in ipercontrazione proprio per contrastare le tensioni date dall’accorciamento dei muscoli posteriori della coscia.
Buon allungamento
Cristian&Fede
Il mal di schiena
Buongiorno a tutti , oggi vi parlerò di un problema che affligge la maggior parte della gente almeno una volta nella vita: il mal di schiena. Questo disturbo colpisce tutte le fasce d ‘ età dal bambino all’ adulto fino ad arrivare all’ anziano.
Una cosa da sapere e da non sottovalutare è che la nostra schiena è la “colonna portante “di tutto il corpo. Essa è formata da tre curve fisiologiche che grazie alla loro forma consentono di ammortizzare le sollecitazioni e i traumi quotidiani.
Per capire se la nostra “colonna portante ” è in equilibrio e se abbiamo una postura corretta ; l’orecchio, la spalla e l’ anca devono formare una linea retta.
Se questo non avviene è perchè abbiamo degli squilibri posturali dovuti a muscoli deboli, stressati ma soprattutto contratti. Situazione che porta ad avere sicuramente il fatidico mal di schiena.
Vi spiego due patologie molto frequenti che colpiscono la nostra schiena .
La maggior parte della gente fa un lavoro sedentario che costringe la persona a stare seduta per ore e ore davanti al computer o in macchina.
Tutto questo non è salutare per la nostra schiena tanto che si possono avere problemi ai dischi intervertebrali causando un invecchiamento precoce.
I dischi perdono la loro funzione di ammortizzatori provocando una compressione sulle radici nervose che possono dare origine alla sciatica( dolore che si dirama per tutta la gamba posteriormente).
In molti casi si possono manifestare anche delle ernie lombari , esse si verificano quando il nucleo polposo che inizia a premere sull’ anello fibroso del disco fuoriesce causando una compressione al nervo. 
Vi sarà capitato di sentire gente operata di ernia che non ha risolto il problema.
Oggi giorno esistono tecniche per evitare l’intervento e sentirsi dire” finalmente sono guarito”, ve lo posso assicurare grazie alla mia esperienza .
Sto parlando degli esercizi di allungamento muscolare globale.
I muscoli della nostra schiena vanno tenuti tonici , forti ma soprattutto elastici in modo da non dover ricorrere ad antinfiammatori che non vanno a risolvere il problema alla radice , anzi ci distruggono lo stomaco.
Sull’ argomento schiena potrei spaziare in molte direzioni ma non mi basterebbe un articolo.
Il messaggio che oggi voglio darvi è di fare attività fisica, tanto streching e di essere consapevoli delle posture che assumete durante la vostra vita quotidiana cercando di correggerle più e più volte. Piccoli gesti per una schiena più attiva.
Naturalmente ognuno è un essere unico e come tale và trattato, sopratutto quando ci sono delle patologie, quindi sappiate che con lo stretching potete alleviare moti dolori (a volte eliminarli), ma quando c’è di mezzo un’ernia è sempre bene passare prima attraverso un parere medico COMPETENTE.
Stiamo preparando un archivio di esercizi di allungamento muscolare, con gli esercizi migliori da mettere a disposizione ai lettori del Blog, così potrete passare dalla teoria alla pratica.
Intanto vi auguro buon allungamento a tutti.
Tunnel carpale
Nell ‘ articolo precedente abbiamo parlato dei microtraumi elencando i danni che possono provocare e ora nello specifico analizziamo che cosa è il tunnel carpale.
Ponetevi le seguenti domande:
- Vi sentite deboli quando sollevate gli oggetti?
- Vi svegliate con le dita piegate e rigide?
- Vi risulta difficile abbottonare la camicia?
Se la vostra risposta è affermativa potreste soffrire di un danno localizzato nel polso e quindi di una possibile sindrome del tunnel carpale che riguarda proprio gli arti superiori. La sindrome è una neuropatia dovuta all’ irritazione o compressione del nervo mediano nel suo passaggio attraverso il canale carpale. Oltre al nervo mediano nel tunnel carpale, passano anche vene e tendini dei muscoli flessori delle dita ed è per questo che si può avere un alterazione sensoriale nel pollice, indice e medio.
Il crescente utilizzo dei computer è responsabile di una vera epidemia di danni a carico delle mani , delle braccia ma soprattutto del collo. Si, perchè proprio il collo è una zona di grande accumulo di tensioni da stress ed è una zona soggetta a microtraumi dovuti alla postura che assumiamo quando stiamo al computer.Visto che il collo è collegato tramite catene muscolari alle braccia e di conseguenza alle mani, i nostri danni da microtraumi potrebbero partire proprio da li.
Per vedere effettivamente se ci sono danni al polso e per capire se siamo di fronte alla sindrome del tunnel carpale, esistono diversi test:
- Test di phalen che consiste nel tenere ipertesi i polsi l’uno contro l’altro per un minuto , se il nervo è compresso può causare formicolio nelle prime tre dita questo è da considerarsi segno positvo alla sindrome.
- Test del Segno di Tinel, premendo sul nervo mediano, se il nervo è danneggiato si può avvertire dolore.
- Test della velocità di conduzione nervosa che consiste nell’inviare impulsi elettrici lungo i nervi pervalutare il tempo che essi inpiegano ad arrivare alla terminazione opposta (eseguito da personale specializato).
Questi test sono quelli che vengono utilizzati solitamente , hanno comunque il limite di non rivelare in che punto il nervo è compresso, inoltre in alcuni casi può capitare che il test sia negativo anche in presenza di tunnel carpale.
Il mio consiglio è di fare un buon lavoro di Stretching specifico (sempre meglio se globale) ed eventualmente rivolgersi ad un bravo terapista che sappia lavorare sulle fascie muscolari, e sulle retrazioni e tensioni muscolari,questo nella maggior parte dei casi vi evita l’intervento chirurgico.
Per domande e consulenze : amg.cristian@gmail.com
Cristian
Cosa sono i microtraumi e perchè sono un problema?
Durante la mia esperienza lavorativa ho riscontrato che la maggior parte dei problemi per cui la gente si rivolge a me è causata da microtraumi ripetitivi.
Ma cosa sono questi microtraumi ripetitivi?
Sono movimenti corporei che per professione lavorativa o per sport vengono ripetuti più e più volte durante la giornata e col passare del tempo provocano retrazioni muscolari, irritazione e infiammazione a muscoli e tendini, compressioni vascolari e nervose.
Vi elenco solo alcune attività che possono provocare problemi da microtraumi ripetitivi :
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Addetti a catene di montaggio
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Atleti di triathlon
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Cassieri
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Podisti
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Dentisti
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Giocatori di tennis, di golf
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Addetti al computer
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Body Building
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ecc – ecc – ecc
I sintomi che caratterizzano i microtraumi sono:
Dolore, gonfiore, intorpidimento e perdita di forza, questi possono manifestarsi in ogni occasione e molte volte non si manifestano subito dopo l ‘ attività svolta come si presume dovrebbe accadere , oppure non sono necessariamente avvertiti nella parte interessata (es: Vi svegliate con un dolore al polso e questo può essere provocato da un danno verificatosi al collo o viceversa).
Alcuni dei danni più diffusi causati da microtraumi ripetitivi sono:
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Tunnel carpale
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Infiammazione tendine d’achille
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Epicondilite-Epitrocleite ( gomito del tennista, gomito del golfista)
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Dolore alla schiena e alle spalle
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Cervicale
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ecc
analizzerò alcuni di questi danni nello specifico in altri articoli.
I muscoli che sono sotto tensione e che sono compressi non riescono a rilassarsi e di conseguenza sono soggetti a recidive del danno.
Ed eccoci alla soluzione del problema: Allungamento muscolare globale.
Lo Stretching è un ottimo modo per evitare l’isorgere di problemi più gravi e come lavoro di recupero.
Quando la causa del problema non si può evitare perchè la professione o lo sport svolto richiede movimenti ripetitivi è molto importante compensare con uno Stretchig specifico, meglio se Globale.
Come sempre se volete pormi delle domande scrivetemi : agm.cristian@gmail.com
Cristian
Stretching Globale e Sport
Come visto nei precedenti articoli, lo stretching globale (per globale si intende un allungamento non del singolo muscolo ma di tutte le strutture dell’apparato locomotore) è importante per modificare comportamenti posturali dovuti dalla posizione assunta sul lavoro, in macchina e durante la vita quotidiana.
Questi difetti posturali vengono riscontrati anche nella vita sportiva.
Un corpo non armonico difficilmente otterrà ottime performances, in quanto le tensioni muscolari limitano la libertà di movimento, l’elasticità e la forza (prerogative essenziali per lo sportivo), inoltre un muscolo troppo rigido è più soggetto a stiramenti e lacerazioni.
Si può affermare che la forza di un muscolo dipiende dalla sua elasticità, così come la potenza e la velocità.
Ecco perchè è bene dopo ogni attività sportiva procedere all’eliminazione dei compensi che il nostro corpo ha prodotto durante l’esercizio fisico.
Per poter valutare le qualità muscolari che vengono richieste e per poter scegliere gli esercizi di allungamento muscolare globale più consoni, bisogna rifarsi ad ogni singolo sport.
Molto importante è che per allungare nel migliore dei modi i nostri muscoli bisogna farlo a freddo, perchè il loro coefficente di elasticità è debole e permetterà di far guadagnare una lunghezza che si conserverà in seguito.
Consigliabile prendersi del tempo per effettuare delle sedute specifiche di stretching globale, inquanto per ottenere un reale allungamento del connettivo (contenitore delle fibre muscolari), le posizioni di allungamento vanno mantenute da 50″ a parecchi minuti ognuna.
La tensione da mantenere durante gli esercizi deve essere sufficientemente fastidiosa ma piacevole.
Come ho già detto, gli esercizi di allungamento, vanno scelti in base al tipo di sport praticato e aggiungerei in base alle tensioni muscolari soggettive.
Vi invito a scrivermi in caso vogliate pormi delle domande o se volete saperne di più in merito agli esercizi da eseguire per il vostro sport e tensioni soggettive.
E-mail : amg.cristian@gmail.com
Buon allungamento
Cristian
Diaframma Pelvico
Detto anche il terzo diaframma, è costituito da un complesso sistema muscolo-legamentoso che funge da rubusto pavimento contenitore degli organi e in grado di dilatarsi ed espandersi (le donne durante il parto ne sono la dimostrazione).
Molta gente non conosce l’esistenza del diaframma respiratorio, ancora di più si ignora la presenza di un diaframma pelvico.
Attraverso il diaframma pelvico(D.P.) passano degli organi importanti come i tratti terminali dell’apparato digerente, urinario e genitale, quindi i muscoli del D.P. dovranno avere una certa mobilità per permettere le modificazioni di volume dei suddetti apparati che avvengo fisiologicamente durante la defecazione, la minzione e durante i rapporti sessuali (per non parlare della dilatazione che avviene durante il parto nella donna).
I muscoli del D.P. devo soddisfare anche la funzione di contenitore e di sostegno degli organi pelvici e per questo serve una muscolatura forte e resistente.
Da quanto detto si evince che il D.P. deve svolgere due compiti in contrasto tra loro, contenere e lasciar passare, quindi deve formare una parete solida ma flessibile, da qui l’importanza di eseguire esercizi specifici per rinforzare ed elasticizzare la muscolatura del D.P.
Anche le parti del corpo più nascoste e sconosciute vanno allenate ed allungate, questo lo sanno bene i Taoisti (vedi il tao del sesso) che consigliano l’esercizio del daino, gli yogi, gli insegnanti di Pilates, i cultori di arti marziali ecc, che tutti per un motivo posturale o energetico, lavorano il Diaframma Pelvico.
CHI KUNG IL RESPIRO CHE MUOVE L’ENERGIA
Chi Kung
Letteralmente Chi (o Qi ) significa energia vitale o soffio primordiale, Kung significa lavoro, quindi lavoro sull’energia.
Il Chi Kung è una branca del Taoismo, la sua origine è molto antica, reperti storici la classificano attorno al 2500 – 3000 ac. insieme alla medicina tradizionale cinese.
Il Chi Kung non ha interessato solo gli asceti ma anche i praticanti di Arti Marziali utilizzandolo come speciale metodo per migliorare doti quali : resistenza, agilità, concentrazione, determinazione, rinforza il corpo, sviluppa i sensi e risveglia lo spirito.
La pratica di quest’arte dona piacere e gioia di vivere.
Innumerevoli sono le scuole di Chi Kung, tanto che non si sa di preciso quanti stili esistono.
Ci sono stili interni “Nei Jia” così chiamati proprio perché basati su un allenamento di tipo “interno” (Nei Chi Kung).
Scuole esterne “Wai Jia” rimanendo comunque staccati da tecniche marziali, venendo allenate separatamente :
- Via del Fuoco = Chi Kung Duro
- Via dell’Acqua = Chi Kung Morbido
Il primo si basa sul concetto di dirigere con respirazioni forzate e forza della mente il flusso del Chi. Gli effetti sono spesso rapidi e talvolta danno sensazioni di grande potenza.
Tutta via esiste il rischio di creare delle sensazioni illusorie ed eccesso di Chi così detto perverso nel nostro equilibrio energetico.
Il secondo si basa sul concetto di rilassamento, con specifiche tecniche e la forza della mente, si dirige l’energia (Chi) in qualsiasi punto del corpo facendola fluire liberamente.
Senza una forma di energia nulla può vivere.
…a tutti un buon viaggio all’interno di voi stessi, in un magnifico universo, dove non esistono limiti ma spazi infiniti dove tutto è possibile.(G.I.)
COME RESPIRARE DURANTE GLI ESERCIZI CON I PESI?
Questa è una domanda che si pongono in molti, senza a volte trovare una risposta soddisfacente e molti altri al contrario non gli danno importanza, non sapendo che invece è un punto fondamentale per un allenamento efficace.
A chi non è capitato mentre si allenava in palestra, di sentire qualcuno che emetteva suoni e versi strani mentre eseguiva un’esercizio?
Oppure di vedere un soggetto che quando va sotto sforzo diventa rosso come un pomodoro?
E quello che quando fa gli esercizi (spt aerobici) ansima come un cagnolino?
Forse anche tu ti ritrovi in uno degli esempi sopra menzionati…
Prova a pensarci, tu come respiri quando fai gli esercizi ?
Secondo te respiri nel modo corretto ?
Per capirlo prendiamo in esame i tre esempi che ti ho fatto, il ragazzo che fa versi, quello che diventa rosso e quello che ansima come un cagnolino.
Partiamo dal ragazzo che diventa rosso :
salvo casi particolari, se durante l’esercizio una persona diventare rossa “paonazza”, escludendo il fattore carico e spt se è in inverno dove non si può dare la colpa al caldo ma concentrandoci sull’argomento respirazione.
E’ molto probabile che questa persona stia trattenendo il respiro durante l’esecuzione degli esercizi e soprattutto durante la fase di massimo sforzo.
Fare l’esercizio in apnea porta ad un aumento della pressione sanguigna ed inoltre rischia di innescare la manovra divalsalva e porta ad una non corretta ossigenazione.
Il respiro a cagnolino :
alcune persone respirano in questo modo perchè pensano di riuscire ad ossigenare maggiormente, altre lo fanno inconsciamente, forse perchè hanno visto altri respirare in questo modo.
Soprattutto quando ci troviamo ad eseguire esercizi di durata e lavoriamo ad intensità forse troppo elevate, ci troviamo con il fiato corto e di conseguenza, invece di rallentare e prendere fiato, cominciamo a fare respiri corti e veloci nella speranza di riuscire a recuperare l’ossigeno di cui abbiamo bisogno, peccato che otteniamo l’effetto contrario, riducendo l’aria inspirata e continuando a respirare la nostra anidride carbonica.
Risultato: poco ossigeno, rischio di iperventilazione e stanchezza che subentra prima.
Il ragazzo che fa strani versi :
E’ vero, a volte sembrano un po’ esibizzionisti coloro che durante gli esercizi emettono strani suoni nella fase di maggior sforzo (intendo suoni vocali).
E’ altrettanto vero che emettendo il suono in fase di sforzo, fanno uscire l’aria dai polmoni e contraggono gli addominali.
Così facendo, stabilizzano il corpo tramite la contrazione addominale e evitano l’apnea durante il massimo sforzo.
Quindi la domanda sorge spontanea : Qual’è la respirazione corretta?
Facendo riferimento agli esempi riportati sopra, potremmo dire che la respirazione che più si avvicina a quella corretta è quella del ragazzo che fa i versi, in ogni caso ora ve la spiego meglio.
Possiamo suddividere un esercizio con i pesi liberi o macchine in due fasi, una concentrica (cioè quando ci accingiamo a contrarre il muscolo, detta anche fase attiva), e una eccentrica ( quando il muscolo si allunga, detta anche fase negativa).
La respirazione che meglio si addice a tutti gli esercizi corrisponde nel : INSPIRARE prima di iniziare l’esercizio, ESPIRARE durante la fase attiva e poi continuare INSPIRANDO in fase negativa e di nuovo ESPIRANDO in fase attiva e così via fino alla fine dell’esercizio.
Questo tipo di respirazione vi permetterà di mantenere una buona circolazione e ossigenazione muscolare e vi eviterà i problemi menzionati in precedenza con la respirazione a cagnolino e in apnea.
P.S. esistono delle tecniche in alcuni esercizi, dove si mantiene un’apnea durante tutta la fase attiva per poi espirare nella fase di massima contrazione, ve lo dico solo per conoscenza, sono comunque tecniche avanzate che vanno eseguite correttamente e per questo è meglio farsi seguire da un esperto, istruttore o personal trainer che sia.
CATENE MUSCOLARI
Le catene muscolari sono formate da un insieme di muscoli, che interagiscono tra loro, ogni singolo muscolo corrisponde ad un anello della catena, partendo dall’occipite, fino alla punta dei piedi.

Composta da:
Diaframma con il suo tendine sospensore – Scaleni – Gran dentato Sternocleidomastoidei -Piccolo pettorale
Libera le vie aeree con lo Jala Neti
Qualche anno fa, attratto dalle tecniche di respirazione ed essendo un amante delle immersioni in apnea e bombole, ho comprato il libro di Umberto Pelizzari e Stefano Tovaglieri : Corso di apnea.
Nel libro tra le miriadi di informazioni e tecniche ben spiegate, si parlava dello Jala Neti ovvero doccia nasale.
In seguito ho frequentato un corso di apnea con l’associazione Apnea Club Bergamo che segue la didatticadell’ Apnea Academy (http://www.apnea-academy.com/scuola fondata dal pluri campione mondiale di apnea profonda Umberto Pelizzari e Renzo Mazzari tre volte campione mondiale di pesca in apnea).
In questo corso ho imparato ad utilizzare il Lota : strumentosimile ad una teiera con il beccuccio conico per adattarsi alla narice, che serve appunto per il lavaggio nasale.
Cosa è lo Jala Neti
Lo Jala neti è una tecnica Yoga di pulizia e purificazione del corpo (Kriya)
Serve per purificare le cavità nasali dal muco, dalle sostanze contaminanti respirate e favorirne l’igiene.
Con il passaggio del liquido attraverso le cavità nasali il muco e le varie polveri cariche di batteri vengono asportate.
Stimola il drenaggio dei seni frontali e ne evita il ristagno.
Offre benefici effetti nel trattamento e la prevenzione di raffreddore, sinusiti, rinite allergica, rinorrea, nevralgie, cefalee, alitosi, libera le orecchie, gli occhi e la gola.
Si può praticare quotidianamente, come routine giornaliera, magari quando ci laviamo i denti, oppure prima di eseguire degli esercizi di respirazioneo semplicemente quando siamo un po’ intasati e sentiamo il bisogno di fare un lavaggio nasale.
La sensazione dopo il lavaggio è di freschezza, respirazione più libera, a volte l’olfatto diventa più sensibile, più percettivo.
Io personalmente lo eseguo quasiquotidianamente, quando sono intasato mi aiuta a liberare le vie aeree e a respirare meglio.
Tra lemie passioni c’è anche il tagliare la legna e quando torno a casa, ho sempre le vie aeree (come dico io) inquinate dal fumo della motosega e dalla segatura, mi faccio un bel lavaggio con il Lota e mi sembra di rinascere, ormai è diventata una costante.
Quindi lo consiglio a tutti, sia che pratichiate yoga o tecniche di respirazione, sia che siate degli sportivi o dei sedentari, in ogni caso ne trarrete beneficio.
Lutilizzo è molto semplice
Preparazione del liquido
In mezzo litro di acqua tiepida sciogliete un cucchiaino da the di sale da cucina fino, mettere più sale può provocare sensazioni di bruciore, non utilizzate con acqua pura senza saleperchè irrita le mucose.
Tecnica
Dopo aver riempito illota con la soluzione, inserite delicatamente il beccuccio nella naricesinistrafino a chiuderla ermeticamente ed inclinate la testa verso destra e in avanti, ad un certo punto sentirete l’acqua scorrere ed uscire dalla naricedestra.
Importante respirare con la bocca tenendola leggermente aperta.
Finito il lavaggio riportate la testa dritta, tappate la naricesinistra e soffiate in modo da eliminare i residui di acqua
Ripetete nell’altra narice.
Alla fine soffiateprima con entrambe le narici poi una narice per volta, fino a quando non sentite le narici asciutte.
Se una delle narici è bloccata dal muco, iniziate versando l’acqua nella narice libera.
Può capitare a volte che dopo il lavaggio, mentrestate facendo tutt’altro, inclinando la testa vi scenda ancora dell’acqua quindi tenete un fazzoletto a portata di mano.
Lavate e disinfettate il Lota e godetevi la Libertà di Respirare!
Controindicazioni all’utilizzo del Lota
Epistassi – lesioni nasali – narici dolenti ed infiammate
Prossimamente creerò una sezione dove potrete trovare dei video esercizi trai quali ci sara come utilizzate il Lota.
Come sempre sono ben accette esperienze personali e domande.
Ciao a tutti






















