Maestri Saggi vs Medici Scienziati… Abbiamo i Respiri contati!

Lo dicevano i maestri saggi e lo conferma la scienza: meno respiriamo e più a lungo e bene viviamo.

Ci sono scuole di pensiero che prediligono una respirazione lenta e profonda, altre una respirazione “ridotta”, tutti hanno capito che iperventilare è dannoso e tutte le scuole, dal loro punto di vista dicono la verità.

Personalmente, per mia natura, faccio fatica a legarmi ad una scuola di pensiero, così dopo tante ricerche e prove, sono arrivato ad una conclusione:

Il Respiro deve essere Naturale!

Wow che conclusione Cristian… non ci voleva molto!

Effettivamente è abbastanza logico pensare che il nostro corpo sia già di per sé perfetto e quindi in grado di regolare il respiro in modo naturale, senza andare a inventare nulla di nuovo.

E’ vero, il corpo lo sà!

Ma noi riusciamo comunque a sfasare tutto, anche la naturalità del nostro corpo, perchè abbiamo anche una mente confusa che ci causa stress, sbalzi emotivi, tensioni che vanno a compromettere l’equilibrio naturale del corpo e del respiro.

Inoltre siamo soggetti a traumi e infortuni, cattiva alimentazione, inquinamento e chi più ne ha più ne metta, che anch’essi influiscono sul funzionamento di corpo e respiro.

Per questo motivo dobbiamo metterci d’impegno in prima persona (auto-responsabilità) per ripristinare gli equilibri e far risorgere il Respiro Naturale che sta alla base di tutto.

www.respironaturale.com

Vediamo perchè i maestri saggi dicono che abbiamo i Respiri Contati…

Maestri Saggi

I maestri saggi osservando gli animali hanno dedotto che quelli con un respiro più lento, che fanno meno respiri al minuto, vivono più a lungo.

Un esempio è la tartaruga che può vivere oltre 150 anni.

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Hanno osservato, sperimentato e, grazie al loro grande intuito e saggezza, hanno scoperto cose che ora la scienza, dopo essergli andata contro, sta confermando. E cioè che un respiro lento migliora la salute al contrario di un’iperventilare che la peggiora.

Scienza

La scienza e in particolare il Dott. Buteyko grazie alla sua ricerca e sperimentazione ha scoperto che molte malattie e molti disturbi sono legati all’iperventilazione (cioè una respirazione eccessiva).

Tramite sperimentazioni con i pazienti ha constatato che, riducendo l’iperventilazione miglioravano e si risolvevano problemi importanti come diabete, ipertensione ecc.

La sua vera intuizione è quella di aver capito una cosa che già stava scritta nei testi di fisiologia ma che sfuggiva al resto dell’umanità:

l’Anidride Carbonica è importante quanto l’Ossigeno per il corretto funzionamento del nostro corpo

l’Anidride Carbonica ha un’importanza rilevante per l’assimilazione dell’ossigeno a livello cellulare e una respirazione eccessiva elimina troppa CO2 con conseguente assimilazione ridotta di ossigeno da parte del corpo.

In parole semplici, il corpo ha bisogno di una certa quantità di anidride carbonica, altrimenti non riesce ad assimilare l’ossigeno che respiri. [Questo processo fisiologico si chiama effetto Verigo-Bohr]

Questo spiega a livello scientifico perchè respirare troppo non va bene e perchè rallentare il respiro migliora la salute.

Maestri Saggi vs Medici Scienziati

Sia i maestri saggi, sia gli scienziati hanno ottenuto risultati sulla salute e il benessere delle persone grazie alla loro intuizione, entrambi in modo diverso dicono che respirare troppo non fa bene.

Alcuni maestri partivano da un presupposto che ogni individuo avesse ricevuto solo un certo numero di respiri e che quindi fosse fondamentale rallentare i respiri per allungare la propria vita.

Buteyko ha dimostrato che “respirando di meno” si migliora la tolleranza all’anidride carbonica e di conseguenza migliora l’assorbimento di ossigeno a livello cellulare e quindi la salute.

Se volgiamo unire le esperienze possiamo dire che hanno ragione entrambi e che, uscendo da superstizioni e tecnicismi, rallentare il respiro ha i suoi vantaggi.

Personalmente ho provato la tecnica di Buteyko e le tecniche dei maestri saggi ed ho trovato delle grosse differenze.

Con la tecnica di Buteyko non mi sono trovato molto bene, perchè mi pare di difficile attuazione e soprattutto, secondo me, irrigidisce il diaframma e genera stress.

Funziona per aumentare i livelli di CO2 nel corpo e quindi fa ottenere risultati in termini di scambio O2/CO2 migliorando l’assimilazione di O2 ma non tiene in considerazione la generazione di tensioni.

Personalmente mi è risultata INNATURALE!

www.respironaturale.com

Mentre c’è una tecnica che insegnano i Maestri Saggi e che insegno nel programma di Respiro Naturale con l’acronimo di LLPS, con la quale ottieni gli stessi risultati sia a livello di riduzione dell’iperventilazione, sia come equilibrio CO2/O2.

Inoltre allenta le tensioni invece di crearle ed ha effetti meravigliosi sulla consapevolezza, sull’energia ed è molto rilassante.

La Tecnica di Respiro Naturale

La tecnica LLPS:

L - Lento = rallenta il respiro senza andare in affanno

L - Lungo = allunga sia l'inspirazione che l'espirazione

P - Profondo = immagina di portare il respiro in profondità nei visceri

S - Silenzioso = rendilo silenzioso. Il respiro non si deve sentire

Segui questi quattro punti e otterrai tutti i benefici scoperti da maestri saggi e scienziati.

Ti consiglio di ritagliarti degli spazi nella giornata per fare pratica, bastano davvero pochi minuti fatti bene per ottenere notevoli risultati.

Puoi sperimentare anche mentre fai le attività quotidiane, questo ti porta ad allenare anche la consapevolezza, che non fa mai male 😉

Il respiro non è solo una tecnica, è una porta che collega corpo, mente e spirito, ha una forte influenza sia sul benessere che sull’evoluzione e influisce fortemente sulla nostra esistenza.

Trovi spiegata la tecnica LLPS e altre tecniche nel programma Respiro Naturale cliccando QUI!

Quindi chi vince? Scienziati o Maestri Saggi…

Io sono per la Saggezza ma la Scienza ci offre le conferme di cui abbiamo tanto bisogno e ci fa capire come funzionano i meccanismi.

NOTA: Rallentare il Respiro può non essere sufficiente, perchè se hai un corpo molto teso, una cattiva postura e una mente molto confusa, dovrai lavorare anche su questi aspetti per riuscire poi a rallentare il respiro agevolmente.

Il Respiro Naturale comprende la libertà di ogni aspetto!

Se pensi che queste informazioni possano essere utili ad altre persone condividi l’articolo.

Enjoy Your Life
Cristian

www.respironaturale.com




8 Comments

  • roberta

    10 marzo 2015

    Grazie per questo articolo molto interessante
    Anch’io mi ero interessata della respirazione proposta dal Dott. Buteyko e ho provato per un po’ ad utilizzarne la tecnica proposta ma la trovo troppo di sforzo. Sinceramente credo nell’intelligenza naturale del corpo per cui sia il forzare nel trattenere il respiro ma anche la respirazione circolare, e quindi senza pause, le trovo piuttosto faticose. Io ogni mattina, e se posso ogni sera, pratico una respirazione casuale ma attenta. Nel senso che lascio che la respirazione avvenga naturalmente e le pongo attenzione. Poco alla volta mi accorgo di come il corpo trovi piacere nel trattenere leggermente il respiro dopo un’inspirazione ma soprattutto mi piace indugiare dopo una espirazione lasciando l’addome rientrare naturalmente. Il respiro come tu ci insegni, cerco di farlo diaframmatico. Non se se è un metodo corretto oppure no però sento che con pochi respiri calmo il corpo ma soprattutto la mente e mi rialzo piena di energia.
    Grazie per la tua condivisione
    Roberta

  • Cristian Paganoni

    10 marzo 2015

    ciao Roberta,
    quello che fai è una cosa bellissima, è la cosa che bisognerebbe fare prima di ogni tecnica.

    E’ bello come spieghi con semplicità il collegamento mente/corpo che provi durante la pratica
    e lo puoi spiegare così solo perchè lo hai provato realmente. Complimenti.

    Cristian

  • armando

    10 marzo 2015

    Quello che vuoi non suggerire del metodo Buteyko sono le apnee di 12 o 16 secondi tra inspirazione ed espirazione ? Ma bensi una respirazione lenta e profonda senza tante apnee ?

  • Cristian Paganoni

    11 marzo 2015

    ciao Armando,
    no, intendo la Respirazione Ridotta, l’esercizio classico del metodo Buteyko.

    Comunque rimane una tecnica da provare ma ritengo sia meglio farlo assistiti da un (bravo) istruttore
    Buteyko perchè è una tecnica difficile ed è facile sbagliare e creare grosse tensioni.

    Cristian

  • Gianni

    13 marzo 2015

    Ciao Cristian,
    io ho iniziato il metodo Buteyko a fine ottobre del 2014, dopo aver fatto una lezione full immersion di 4 ore direttamente con la Dottoressa Fiamma Ferraro, la promotrice del metodo in Italia e dopo aver letto il suo libro. La cosa mi interessava in quanto soffro di attacchi di panico dal 2009, ed ho ben capito che la respirazione gioca un ruolo importante per i disturbi d’ansia. Devo dire che ciò che mi ha sorpreso sin da subito è stato il riuscire a controllare l’attacco nel momento in cui si sta per verificare: ho notato che se in quel momento si riesce a respirare poco e SOLO COL NASO (regola fondamentale del metodo Buteyko), l’effetto dell’attacco sparisce in qualche decina di secondi. Per chi soffre di questa patologia sa bene di cosa parlo, perché il terrore può durare anche decine di minuti. Quindi, invogliato, sono andato avanti negli esercizi con entusiasmo, ma solo con quelli che riuscivo veramente a fare (respirazione triangolare – in salita e/o in discesa–), cioè quelli che mi creavano meno fastidio, perché di esercizi da fare ce ne sarebbero di parecchi tipi, e li facevo per una ventina di minuti al giorno. Ma poi credo di aver commesso un grosso errore. Spinto dalla voglia di ottenere un risultato quanto prima, ho forzato un po’ di più con le apnee. Finché, dopo circa un mese di pratica, ho iniziato ad accusare un piccolo dolore allo sterno, che si è poi man mano trasformato in una gastrite da stress, dalla quale, a tutt’oggi, non sono ancora riuscito a guarire. Scambiando qualche email con la Dottoressa, si è ribadito l’importanza di fare gli esercizi con graduale aumento dell’apnea, veramente poco alla volta, avendo molta, molta pazienza. Per vedere i primi risultati, c’è bisogno di fare pratica costante dai sei agli otto mesi senza farsi prendere dalla fretta. Comunque, a fronte di questa gastrite, da ottobre ad oggi, ho dovuto smettere più volte di fare gli esercizi e, nonostante abbia ridotto le apnee, la gastrite non passa. Non so, quindi, se proseguirò col metodo, o quantomeno lascerò passare parecchio tempo prima di una eventuale ripresa…

  • Cristian Paganoni

    13 marzo 2015

    ciao Giovanni,
    riuscire a controllare gli attacchi di panico con la respirazione è una cosa molto buona e quindi va bene.

    Respirare col naso deve essere una regola dettata da madre natura e se hai letto il libro di Fiamma Ferraro trovi spiegato il perchè.

    Per quanto riguarda le tecniche ci deve essere sempre un approccio graduale e la prima cosa che devi fare è controllare subito come sta il tuo diaframma, perchè è inutile che stai a fare tecniche se hai il diaframma bloccato. Prima devi fare quelle per ripristinare la sua libertà.

    Prova a fare il test che secondo me è rigido: http://www.allungatierespira.com/blog/corso-gratuito-parti-dal-diaframma-video-1/
    Guarda il 1° video e poi compila il modulo per ricevere gli altri video. Il test è nel 2° video che ricevi nel giro di un paio di giorni.

    Quello della fretta è sempre un grande errore è un attimo lasciarsi prendere la mano e bruciare le tappe ricevendo in cambio risultati controproducenti.

    Fai il test e fammi sapere
    ciao
    Cristian

  • Francesca

    25 marzo 2015

    Ciao Cristian,
    sono la solita che scrive in continuo……..ti chiedo un parere, cosa ne pensi del respiro di fuoco, è velocissimo lo svolgo al corso di yoga.io faccio fatica perché nell’ispirazione sento tremare la pancia e poi un pochino giramenti di testa, forse perché non sono abituata, il maestro di yoga mi ha consigliato di svolgerlo anche a casa per il discorso del mio diaframma bloccato e poi perché dice che purifica, io a casa non lo faccio mai anche se mi è stato consigliato perché mi sento meglio a fare i tuoi che mi rilassano.

  • Cristian Paganoni

    30 marzo 2015

    ciao Francesca,
    penso semplicemente che ogni persona deve trovare quello che è giusto per lei.

    In pratica devi sentire che una cosa ti risuona, che fa per te.

    Non conosco il respiro di Fuoco.
    Da quello che mi scrivi potrei avere due punti di vista:
    1. Sono per un approccio più graduale e naturale che porti la persona a ritrovare il proprio equilibrio naturale e poi se vuole e ne sente il bisogno può passare a tecniche avanzate e più complesse.

    2. Sono consapevole che spesso abbiamo bisogno di qualcosa di forte per smuovere quelle energie, quei blocchi che ci tengono ancorati a situazioni che vorremmo risolvere ma che facciamo fatica a superare.

    Quindi torno a dire che dopo averlo sperimentato, sta a te scegliere l’approccio che più ti serve per raggiungere l’obbiettivo per il quale ti stai avvicinando a tali pratiche, e questo te lo dice il tuo cuore, non la testa.

    Spero di esserti stato utile a fare un po’ di chiarezza.
    a presto
    Cristian

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