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metodo rolfing

Buongiorno a tutti, come sempre non voglio mancare al mio appuntamento , cioè darvi informazioni e consigli utili per il vostro benessere.

Oggi vi parlerò di un metodo di allungamento miofasciale chiamato Rolfing la cui fondatrice , Ida P. Rolf , biochimica , partendo dall’ insegnamento dello yoga e quindi dalle attività olistiche, si è avvicinata al trattamento manuale.


Non si tratta di guarire i sintomi ma bensì di eliminare i pressuposti ai sintomi, attraverso un processo di trasformazione.

La tecnica del Rolfing punta  a lavorare  soprattutto sulle fasce che, avvolgono i muscoli, danno ad ognuno la forza e li suddividono in fasci di fibre.

Proprio le fasce formano quel tessuto connetivo che rappresenta un sistema universale per dare ordine alla struttura muscolare, il connettivo è molto dinamico, senza di esso non vi sarebbe movimento e neanche  la “mobilità interna” del nostro corpo.

Questo tessuto infatti ricopre tutte le componenti del corpo (organi, muscoli), le separa e allo stesso tempo le collega.

Come sempre per non entrare troppo nel tecnico vi illustro questo metodo che si rivolge a persone sia con problemi di postura , artrosi, scoliosi e tutto ciò che riguarda il corpo , sia a quelle persone che vogliono migliorare il proprio benessere fisico e prendere consapevolezza del proprio corpo.

“Quando una parte del corpo è in difficoltà, l’intero corpo perde equilibrio.”

“Il Rolfing è un metodo che non si occupa del sintomo, ma del sistema nella sua interezza. Integrare significa riportare ordine nel corpo.”

(Dr.ssa Ida P. Rolf)

Il Rolfer, così chiamato colui che pratica il Rolfing, non ha il compito di rilassare i muscoli ma cerca di  dare ad essi un nuovo ordine modificando in modo durevole  nel tempo lo schema delle tensioni muscolari che il nostro corpo ha prodotto. Le sue mani esercitano una pressione energica sulla parte da trattare per poi scivolare lentamente lungo la superficie del corpo  in questo modo si avverte una sensazione piacevole che passa attraverso gli strati intermedi fino in profondità.

Per poter raggiungere gli obbiettivi del miglioramento si consigliano dieci sedute in ognuna delle quali  vengono lavorate parti del corpo differenti.

Il nostro corpo è la nostra macchina . Quindi la revisione è d ‘obbligo.

Non dobbiamo essere afflitti tutta la vita da una schiena curva o da articolazioni compresse :  il corpo può essere modificato.

Ecco il messaggio che oggi voglio inviarvi perchè ancora una volta i metodi di allungamento trionfano.

Io l’ho provato sulla mia pelle e devo dire che realmente ti cambia la postura e libera corpo e respiro.

Soprattutto per chi ha forti tensioni muscolari e una postura molto compromessa, consiglio di partire con le sedute di Rolfing e abbinare

l’allungamento muscolare.

Per maggiori informazioni vi elenco alcuni link dove potete trovare maggiori informazioni e gli elenchi dei Rolfer in Italia.

http://www.rolfing.it/default.asp

http://www.rolfing-italia.it/

P.S. io ho conosciuto e provato con Deriz Alberto (a Milano) e Grazioli Lucia Isabella (a Brescia) e mi sono trovato molto bene.

Spero di esservi stato utile.

Buon Allungamento a tutti

Cristian

Quanti problemi alle braccia!

Ogni settimana mi capitano almeno 2 casi di mal di gomito, altrettanti di mal di spalle, oppure presunti tunnel carpale, formiche alle mani, iper/ipo-sensibilità cutanea, perdita di forza ecc. ecc.

La causa?

Molti fanno gli operai in catene di montaggio, altri usano il computer per diverse ore al giorno, molte sono casalinghe che tra pulizie, polveri e mestieri, fanno andare spesso le braccia, oppure sportivi come tennisti, golfisti e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Il problema sono sempre i movimenti ripetitivi delle braccia, le cattive posture, il repiro bloccato e i microtraumi ripetitivi.

Siccome si dice (ed è vero) che prevenire è meglio che curare, oggi ho deciso di darvi una serie di esercizi da fare per evitare  di arrivare a sentirsi dire dall’ortopedico; “qui dobiamo operare”.

Ed inoltre se per te è troppo tardi perchè senti già le formiche o dolore alle braccia e alle mani, questi esercizi, possono aiutarti a risolvere il problema o quantomeno ad alleviarlo.

Vi darò 2 esercizi che potete fare ovunque, anche sul lavoro prendendovi 5 minuti e 2 esercizi da fare con calma a casa.

Passiamo ai fatti :

Esercizio n°1

In piedi, stendete le braccia in avanti verso il basso

ruotate il palmo della mano sinistra verso sinstra (cioè verso l’esterno), con il pollice che indica il vostro corpo

Portate il braccio destro sul sinistro e stringete le mani una all’altra

Ora con la mano destra, tirate delicatamente la mano sinistra in flessione (cioè verso il gomito sinistro) verso l’alto

Tenete la posizione almeno per un minuto, mantenendo una buona tensione senza sentire dolore.

Ripetete con l’altro braccio.

Questo esercizio lo potete ripetere più volte al giorno.

Esercizio n°2

In piedi di fianco a una parete, poggiate una mano al muro, con il braccio disteso e le dita rivolte verso il basso

Importante evitare di alzare la spalla del braccio coinvolto nell’allungamento

Ora inclinate la testa dalla parte opposta rispetto la parete, inclinando leggermente anche il corpo

La testa deve essere inclinata come se steste guardando nel taschino della maglia

Tenete la posizione almeno 1 minuto, mantenendo una buona tensione senza sentire dolore.

I movimenti non devono essere bruschi.

Ripeti l’esercizio dall’altro lato.

Esercizio n° 1 per casa

Trova un posto tranquillo, prendi un matereassino o una salvietta da mettere in terra.

Sdraiati a terra, procurati una fascia per legare le caviglie con le gambe unite (servirà per mantenere un buon allineamento posturale)

Se quando sei sdraito senti il mento che punta il soffitto e la testa che si estende indietro, procurati un cuscinetto da mettere sotto la testa

Ora stendi le braccia lateralmente all’altezza delle spalle

Le spalle, le braccia e le mani devono stare ben appoggiate a terra. Se senti che una di queste parti resta sollevata o se in questa posizione senti forti formiche o scossa nelle mani, allenta un pò la tensione portando le braccia verso i fianchi

Mantieni i palmi delle mani rivolti verso il soffitto (o il cielo se lo fai all’aperto)

e ogni volta che espiri, allunga le braccia come se fossero un telescopio che si allunga

Continua per più minuti, decidi tu quanti, cerca di ascoltare il tuo corpo, fai dei repiri profondi e rilassati.

Ripeti l’esercizio con il palmo delle mani rivolto verso il pavimento

Esercizio n° 2 per casa

per questo esercizio, ti consiglio di scaricarti il report gratuito con gli esercizi di respirazione.

Se non riesci a farli tutti, scegline uno e fai quello.

Link per gli esercizi: clicca qui

Ricordati che prevenire è meglio che curare e se hai già un problema, prima di arrivare all’operazione provale tutte.

Io anni fà, facendo questi esercizi, ho evitato l’operazione al gomito, avevo l’epicondilite (gomito del tennista).

E NON HO PIU AVUTO PROBLEMI!!!

Buon allungamento !

ciao

Cristian

Patologie del ginocchio

Buongiorno a tutti , anche oggi vi parlerò di una parte del nostro corpo soggetta a traumi: il ginocchio.

Per iniziare vi spiego con poche parole come è fatto un ginocchio.

E’ un’articolazione complessa formata da tre ossa: il femore, la tibia, la fibula(o perone) e dalla rotula o patella (osso che con le dita delle mani possiamo spostare a destra , sinistra , sopra o sotto ). Da non dimenticare i due meschi che hanno la funzione di assorbire i colpi e proteggere la cartilagine articolare . Naturalmente oltre a tutto ciò ci sono le parti essenziali , muscoli, legamenti, tendini.

Non entro troppo nello specifico visto che mi preme parlarvi più delle patologie e dei muscoli che se non allungati adeguatamente possono portare a queste patologie.

La funzione del ginocchio è di deambulazione ma possono sussistere fattori che compromettono questo lavoro, ne elenco alcuni:

- Traumi

-Squilibri muscolari

-Lesioni ai menischi

-Morbo di Schllater ecc.

Queste condizioni e tante altre, se non curate possono dare il via ad un processo degenerativo del ginocchio e di tutte le catene cinetiche connesse.

Il dolore al ginocchio è frequente in molti sportivi ma può raggiungere anche gli anziani e le persone sedentatie.

Vediamo alcune patologie :

TENDINITE  = è un’infiammazione del tendine rotuleo del quadricipite dovuta a continue sollecitazioni che portano all’accorciamento dello stesso e trasferiscono direttamente lo sforzo sui tendini del ginocchio.

Ne sono soggetti i giocatori di pallavolo, calciatori, ciclisti ecc…

MUSCOLO DA ALLUNGARE : QUADRICIPITE FEMORALE MA ANCHE I MUSCOLI POSTERIORI DELLA COSCIA

ARTRITE : è una patologia degenerativa che riguarda la cartilagine articolare la quale per il suo nutrimento dipende dal pompaggio sanguineo prodotto dal movimento. Se le nostre gambe fanno poca o nessuna attività fisica e se il nostro peso corporeo sale, possiamo andare incontro a questa patologia che porta ad un indebolimento dei muscoli e loro accorciamento.

MUSCOLI DA ALLUNGARE : TUTTI I MUSCOLI CHE ATTRAVERSANO L’ARTICOLAZIONE DEL GINOCCHIO DAVANTI E DIETRO, MEGLIO SE IN MODO GLOBALE.

CONDROMALACIA : è una patologia che provoca degenerazione della cartilagine che si trova dietro la rotula ed è causata da squilibri tra muscoli anteriori e posteriori della gamba. Provoca dolori ai lati delle ginocchia o sotto la rotula e fastidi nello scendere e salire le scale.

MUSCOLI DA ALLUNGARE : QUADRICIPITE IN PRIMIS MA ANCHE I MUSCOLI POSTERIORI DELLA COSCIA

MORBO DI SCHLATTER : è un disturbo che colpisce i giovani tra i nove e i tredici anni che svolgono attività sportiva dove viene richiesto il salto, la corsa, l’arrampicata, ecc.

Provoca un dolore sotto il ginocchio e possibile protuberanza , la causa principale è l’accorciamento del muscolo quadricipite e di tutte le strutture coinvolte .

MUSCOLI DA ALLUNGARE : QUADRICIPITE IN PRIMIS, MA ANCHE I MUSCOLI POSTERIORI DELLA COSCIA

Esistono altre conseguenze molto comuni dovute ai traumi ripetitivi che vanno però risolte con intervento chirurgico ( lesione ai menischi, lesioni ai legamenti). Ovviamente per evitare di incombere in una patologia grave e quindi dover subire  un’ intervento è meglio fare sempre esercizi di allungamento muscolare globale.

Come vedete oltre al muscolo coinvolto principalmente nella patologia, ho sempre incluso l’allungamento dei muscoli della loggia posteriore, in quanto sono muscoli che tendenzialmente tendono all’accorciamento e molte volte il muscolo quadricipite va in ipercontrazione proprio per contrastare le tensioni date dall’accorciamento dei muscoli posteriori della coscia.

Buon allungamento

Cristian&Fede

Il mal di schiena

Buongiorno a tutti , oggi vi parlerò di un problema che affligge la maggior parte della gente almeno una volta nella vita: il mal di schiena. Questo disturbo colpisce tutte le fasce d ‘ età dal bambino all’ adulto fino ad arrivare all’ anziano.

Una cosa da sapere  e da non sottovalutare è che la nostra schiena è la “colonna portante “di tutto il corpo. Essa è formata da tre curve fisiologiche che grazie alla loro forma consentono di ammortizzare le sollecitazioni e i traumi quotidiani.

Per capire se la nostra “colonna portante ” è in equilibrio e se abbiamo una postura corretta ; l’orecchio, la spalla e l’ anca devono formare una linea retta.

Se questo non avviene è perchè abbiamo degli squilibri posturali dovuti a muscoli deboli, stressati ma soprattutto contratti. Situazione che porta ad avere sicuramente il fatidico mal di schiena.

Vi spiego due patologie molto frequenti che colpiscono  la nostra schiena .

La maggior parte della gente fa un lavoro sedentario che costringe la persona a stare seduta per ore e ore davanti al computer o in macchina.

Tutto questo non è salutare per la nostra schiena tanto che si possono avere problemi ai dischi intervertebrali causando un invecchiamento precoce.

I dischi perdono la loro funzione di ammortizzatori provocando una compressione sulle radici nervose che possono dare origine alla sciatica( dolore che si dirama per tutta la gamba posteriormente).

In molti casi si possono manifestare anche delle ernie lombari , esse si verificano quando il nucleo polposo che inizia a premere sull’ anello fibroso del disco fuoriesce causando una compressione al nervo. 

Vi sarà capitato di sentire gente operata di ernia  che non ha risolto il problema.

Oggi giorno esistono tecniche per evitare l’intervento e sentirsi dire” finalmente sono guarito”, ve lo posso assicurare grazie alla mia esperienza .

Sto parlando degli esercizi di allungamento muscolare globale.

I muscoli della nostra schiena vanno tenuti tonici , forti ma soprattutto elastici in modo da non dover ricorrere ad antinfiammatori che non vanno a risolvere il problema alla radice , anzi ci distruggono lo stomaco.

Sull’ argomento schiena potrei spaziare in molte direzioni ma non mi basterebbe un articolo.

Il messaggio che oggi voglio darvi è di fare attività fisica, tanto streching e di essere consapevoli delle posture che assumete durante la vostra vita quotidiana cercando di correggerle più e più volte. Piccoli gesti per una schiena più attiva.

Naturalmente ognuno è un essere unico e come tale và trattato, sopratutto quando ci sono delle patologie, quindi sappiate che con lo stretching potete alleviare moti dolori (a volte eliminarli), ma quando c’è di mezzo un’ernia è sempre bene passare prima attraverso un parere medico COMPETENTE.

Stiamo preparando un archivio di esercizi di allungamento muscolare, con gli esercizi migliori da mettere a disposizione ai lettori del Blog, così potrete passare dalla teoria alla pratica.

Intanto vi auguro buon allungamento a tutti.

Tunnel carpale

Nell ‘ articolo precedente abbiamo parlato dei microtraumi elencando  i danni che possono provocare e ora nello specifico analizziamo che cosa è il tunnel carpale.

Ponetevi le seguenti domande:

  • Vi sentite deboli quando sollevate gli oggetti?
  • Vi svegliate con le dita piegate e rigide?
  • Vi risulta difficile abbottonare la camicia?

Se la vostra risposta è affermativa potreste soffrire di un danno localizzato nel polso e quindi di una possibile sindrome del tunnel carpale che riguarda proprio gli arti superiori. La sindrome è una neuropatia dovuta all’ irritazione o compressione del nervo mediano nel suo passaggio attraverso il  canale carpale. Oltre al nervo mediano nel tunnel carpale, passano anche vene e tendini dei muscoli flessori delle dita ed è per questo che si può avere un alterazione sensoriale nel pollice, indice e medio.

Il crescente utilizzo dei computer è responsabile di una vera epidemia di danni a carico delle mani , delle braccia ma soprattutto del collo. Si, perchè proprio il collo è una zona di grande accumulo di tensioni da stress  ed è una zona  soggetta a microtraumi dovuti alla postura che assumiamo quando stiamo al computer.Visto che il collo è collegato tramite catene muscolari alle braccia e di conseguenza alle mani, i nostri danni da microtraumi potrebbero partire proprio da li.

Per vedere effettivamente se ci sono danni al polso e per capire se siamo di fronte alla sindrome del tunnel carpale, esistono diversi test:

  • Test di phalen che consiste nel tenere ipertesi i polsi l’uno contro l’altro per un minuto , se il nervo è compresso può causare formicolio nelle prime  tre dita questo è da considerarsi segno positvo alla sindrome.

  • Test del Segno di Tinel, premendo sul nervo mediano, se il nervo è danneggiato si può avvertire dolore.

  • Test della velocità di conduzione nervosa che consiste nell’inviare impulsi elettrici lungo i nervi pervalutare  il tempo che essi inpiegano ad arrivare alla terminazione opposta (eseguito da personale specializato).

Questi test sono quelli che vengono utilizzati solitamente , hanno comunque il limite di non rivelare in che punto il nervo è compresso, inoltre in alcuni casi può capitare che il test sia negativo anche in presenza di tunnel carpale.

Il mio consiglio è di fare un buon lavoro di Stretching specifico (sempre meglio se globale) ed eventualmente rivolgersi ad un bravo terapista che sappia lavorare sulle fascie muscolari, e sulle retrazioni e tensioni muscolari,questo nella maggior parte dei casi vi evita l’intervento chirurgico.

Per domande e consulenze : amg.cristian@gmail.com

Cristian

Cosa sono i microtraumi e perchè sono un problema?

Durante la mia esperienza lavorativa ho riscontrato che la maggior parte dei problemi per cui la gente si rivolge a me è causata da microtraumi ripetitivi.

Ma cosa sono questi microtraumi ripetitivi?

Sono movimenti corporei che per professione lavorativa o per sport vengono ripetuti più e più volte durante la giornata e col passare del tempo provocano retrazioni muscolari, irritazione e infiammazione a muscoli e tendini, compressioni vascolari e nervose.

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi elenco solo alcune attività che possono provocare problemi da microtraumi ripetitivi :

  • Addetti a catene di montaggio
  • Atleti di triathlon
  • Cassieri
  • Podisti
  • Dentisti
  • Giocatori di tennis, di golf
  • Addetti al computer
  • Body Building
  • ecc – ecc – ecc

I sintomi che caratterizzano i microtraumi sono:

Dolore, gonfiore, intorpidimento e perdita di forza, questi  possono manifestarsi in ogni occasione e molte volte  non si manifestano subito dopo l ‘ attività svolta  come si presume dovrebbe accadere , oppure non sono necessariamente avvertiti nella parte interessata (es: Vi svegliate con un dolore al polso e questo può essere provocato da un danno verificatosi al collo o viceversa).

Alcuni dei danni più diffusi causati da microtraumi ripetitivi sono:

  • Tunnel carpale
  • Infiammazione tendine d’achille
  • Epicondilite-Epitrocleite ( gomito del tennista, gomito del golfista)
  • Dolore alla schiena e alle spalle
  • Cervicale
  • ecc

analizzerò alcuni di questi danni nello specifico in altri articoli.

I muscoli che sono sotto tensione e che sono compressi non riescono a rilassarsi e di conseguenza sono soggetti a recidive del danno.

Ed eccoci alla soluzione del problema: Allungamento muscolare globale.

Lo Stretching è un ottimo modo per evitare l’isorgere di problemi più gravi e come lavoro di recupero.

Quando la causa del problema non si può evitare perchè la professione o lo sport svolto richiede movimenti ripetitivi è molto importante compensare con uno Stretchig specifico, meglio se Globale.

Come sempre se volete pormi delle domande scrivetemi : agm.cristian@gmail.com

Cristian

Stretching Globale e Sport

 

 

Come visto nei precedenti articoli, lo stretching globale (per globale si intende un allungamento non del singolo muscolo ma di tutte le strutture dell’apparato locomotore) è importante per modificare comportamenti posturali dovuti dalla posizione assunta sul lavoro, in macchina e durante la vita quotidiana.

Questi difetti posturali vengono riscontrati anche nella vita sportiva.

Un corpo non armonico difficilmente otterrà ottime performances, in quanto le tensioni muscolari limitano la libertà di movimento, l’elasticità e la forza (prerogative essenziali per lo sportivo), inoltre un muscolo  troppo rigido è più soggetto a stiramenti e lacerazioni.

Si può affermare che la forza di un muscolo dipiende dalla sua elasticità, così come la potenza e la velocità.

Ecco perchè è bene dopo ogni attività sportiva procedere all’eliminazione dei compensi che il nostro corpo ha prodotto durante l’esercizio fisico.

Per poter valutare le qualità muscolari che vengono richieste e per poter scegliere gli esercizi di allungamento muscolare globale più consoni, bisogna rifarsi ad ogni singolo sport.

Molto importante è che per allungare nel migliore dei modi i nostri muscoli bisogna farlo a freddo, perchè il loro coefficente di elasticità è debole e permetterà di far guadagnare una lunghezza che si conserverà in seguito.

Consigliabile prendersi del tempo per effettuare delle sedute specifiche di stretching globale, inquanto per ottenere un reale allungamento del connettivo (contenitore delle fibre muscolari), le posizioni di allungamento vanno mantenute da 50″ a parecchi minuti ognuna.

La tensione da mantenere durante gli esercizi deve essere sufficientemente fastidiosa ma piacevole.

Come ho già detto, gli esercizi di allungamento, vanno scelti in base al tipo di sport praticato e aggiungerei in base alle tensioni muscolari soggettive.

Vi invito a scrivermi in caso vogliate pormi delle domande o se volete saperne di più in merito agli esercizi da eseguire per il vostro sport e tensioni soggettive.

E-mail : amg.cristian@gmail.com

Buon allungamento

Cristian

Diaframma Pelvico

Detto anche il terzo diaframma, è costituito da un complesso sistema muscolo-legamentoso che funge da rubusto pavimento contenitore degli organi e in grado di dilatarsi ed espandersi (le donne durante il parto ne sono la dimostrazione).

Molta gente non conosce l’esistenza del diaframma respiratorio, ancora di più si ignora la presenza di un diaframma pelvico.

Attraverso il diaframma pelvico(D.P.) passano degli organi importanti come i tratti terminali dell’apparato digerente, urinario e genitale, quindi i muscoli del D.P. dovranno avere una certa mobilità per permettere le modificazioni di volume dei suddetti apparati che avvengo fisiologicamente durante la defecazione, la minzione e durante i rapporti sessuali (per non parlare della dilatazione che avviene durante il parto nella donna).

I muscoli del D.P. devo soddisfare anche la funzione di contenitore e di sostegno degli organi pelvici e per questo serve una muscolatura forte e resistente.

Da quanto detto si evince che il D.P. deve svolgere due compiti in contrasto tra loro, contenere e lasciar passare, quindi deve formare una parete solida ma flessibile, da qui l’importanza di eseguire esercizi specifici per rinforzare ed elasticizzare la muscolatura del D.P.

Anche le parti del corpo più nascoste e sconosciute vanno allenate ed allungate, questo lo sanno bene i Taoisti (vedi il tao del sesso) che consigliano l’esercizio del daino, gli yogi, gli insegnanti di Pilates, i cultori di arti marziali ecc, che tutti per un motivo posturale o energetico, lavorano il Diaframma Pelvico.

CHI KUNG IL RESPIRO CHE MUOVE L’ENERGIA

Chi Kung

 
Ciao a tutti, quello che trovate qui sotto è un articolo scritto da Imerio, un mio amico istruttore di kung fu, tai chi e chi kung, è una spiegazione semplice di un metodo molto antico di utilizzo del respiro per smuovere e canalizzare l’energia del nostro corpo.
 
Buona lettura…
Chi Kung, un sistema filosofico antico d’integrazione armoniosa del corpo umano con l’universo.E’ la scienza e l’arte cinese della respirazione.

Letteralmente Chi (o Qi ) significa energia vitale o soffio primordiale, Kung significa lavoro, quindi lavoro sull’energia.

Il Chi Kung è una branca del Taoismo, la sua origine è molto antica, reperti storici la classificano attorno al 2500 – 3000 ac. insieme alla medicina tradizionale cinese.

Il Chi Kung non ha interessato solo gli asceti ma anche i praticanti di Arti Marziali utilizzandolo come speciale metodo per migliorare doti quali : resistenza, agilità, concentrazione, determinazione, rinforza il corpo, sviluppa i sensi e risveglia lo spirito.

La pratica di quest’arte dona piacere e gioia di vivere.

Innumerevoli sono le scuole di Chi Kung, tanto che non si sa di preciso quanti stili esistono.
Ci sono stili interni “Nei Jia” così chiamati proprio perché basati su un allenamento di tipo “interno” (Nei Chi Kung).
Scuole esterne “Wai Jia” rimanendo comunque staccati da tecniche marziali, venendo allenate separatamente :

  • Via del Fuoco = Chi Kung Duro
  • Via dell’Acqua = Chi Kung Morbido

Il primo si basa sul concetto di dirigere con respirazioni forzate e forza della mente il flusso del Chi. Gli effetti sono spesso rapidi e talvolta danno sensazioni di grande potenza.

Tutta via esiste il rischio di creare delle sensazioni illusorie ed eccesso di Chi così detto perverso nel nostro equilibrio energetico.

Il secondo si basa sul concetto di rilassamento, con specifiche tecniche e la forza della mente, si dirige l’energia (Chi) in qualsiasi punto del corpo facendola fluire liberamente.

Senza una forma di energia nulla può vivere.

…a tutti un buon viaggio all’interno di voi stessi, in un magnifico universo, dove non esistono limiti ma spazi infiniti dove tutto è possibile.(G.I.)

COME RESPIRARE DURANTE GLI ESERCIZI CON I PESI?

Questa è una domanda che si pongono in molti, senza a volte trovare una risposta soddisfacente e molti altri al contrario non gli danno importanza, non sapendo che invece è un punto fondamentale per un allenamento efficace.

A chi non è capitato mentre si allenava in palestra, di sentire qualcuno che emetteva suoni e versi strani mentre eseguiva un’esercizio?

Oppure di vedere un soggetto che quando va sotto sforzo diventa rosso come un pomodoro?

E quello che quando fa gli esercizi (spt aerobici) ansima come un cagnolino?

Forse anche tu ti ritrovi in uno degli esempi sopra menzionati…

Prova a pensarci, tu come respiri quando fai gli esercizi ?

Secondo te respiri nel modo corretto ?

Per capirlo prendiamo in esame i tre esempi che ti ho fatto, il ragazzo che fa versi, quello che diventa rosso e quello che ansima come un cagnolino.

Partiamo dal ragazzo che diventa rosso :

salvo casi particolari, se durante l’esercizio una persona diventare rossa “paonazza”, escludendo il fattore carico e spt se è in inverno dove non si può dare la colpa al caldo ma concentrandoci sull’argomento respirazione.

E’  molto probabile che questa persona stia trattenendo il respiro durante l’esecuzione degli esercizi e soprattutto durante la fase di massimo sforzo.

Fare l’esercizio in apnea porta ad un aumento della pressione sanguigna ed inoltre rischia di innescare la manovra divalsalva e porta ad una non corretta ossigenazione.

Il respiro a cagnolino :

alcune persone respirano in questo modo perchè pensano di riuscire ad ossigenare maggiormente, altre lo fanno inconsciamente, forse perchè hanno visto altri respirare in questo modo.

Soprattutto quando ci troviamo ad eseguire esercizi di durata e lavoriamo ad intensità forse troppo elevate, ci troviamo con il fiato corto e di conseguenza, invece di rallentare e prendere fiato, cominciamo a fare respiri corti e veloci nella speranza di riuscire a recuperare l’ossigeno di cui abbiamo bisogno, peccato che otteniamo l’effetto contrario, riducendo l’aria inspirata e continuando a respirare la nostra anidride carbonica.

Risultato: poco ossigeno, rischio di iperventilazione e stanchezza che subentra prima.

Il ragazzo che fa strani versi :

E’ vero, a volte sembrano un po’ esibizzionisti coloro che durante gli esercizi emettono strani suoni nella fase di maggior sforzo (intendo suoni vocali).

E’ altrettanto vero che emettendo il suono in fase di sforzo, fanno uscire l’aria dai polmoni e contraggono gli addominali.

Così facendo, stabilizzano il corpo tramite la contrazione addominale e evitano l’apnea durante il massimo sforzo.

Quindi la domanda sorge spontanea : Qual’è la respirazione corretta?

Facendo riferimento agli esempi riportati sopra, potremmo dire che la respirazione che più si avvicina a quella corretta è quella del ragazzo che fa i versi, in ogni caso ora ve la spiego meglio.

Possiamo suddividere un esercizio con i pesi liberi o macchine in due fasi, una concentrica (cioè quando ci accingiamo a contrarre il muscolo, detta anche fase attiva), e una eccentrica ( quando il muscolo si allunga, detta anche fase negativa).

La respirazione che meglio si addice a tutti gli esercizi corrisponde nel : INSPIRARE prima di iniziare l’esercizio, ESPIRARE durante la fase attiva e poi continuare INSPIRANDO in fase negativa e di nuovo ESPIRANDO in fase attiva e così via fino alla fine dell’esercizio.

Questo tipo di respirazione vi permetterà di mantenere una buona circolazione e ossigenazione muscolare e vi eviterà i problemi menzionati in precedenza con la respirazione a cagnolino e in apnea.

P.S. esistono delle tecniche in alcuni esercizi, dove si mantiene un’apnea durante tutta la fase attiva per poi espirare nella fase di massima contrazione, ve lo dico solo per conoscenza, sono comunque tecniche avanzate che vanno eseguite correttamente e per questo è meglio farsi seguire da un esperto, istruttore o personal trainer che sia.

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