Un giorno ho consigliato un esercizio semplice ad una persona.
Gli ho detto: fai questo esercizio tutte le mattine per 5 minuti.

Lui lo fa e dopo circa 15 giorni mi chiama e dice: non so cosa stia succedendo, faccio questo esercizio e mi gira tutto per il verso giusto, sono più positivo, più motivato, mi arrivano occasioni di lavoro inaspettate non capisco come può essere possibile…?

Bene! gli dico, sono felice per te, continua così.

Dopo un mese o poco più lo risento: come va?
Mi risponde con tono basso:
Ho smesso di fare l’esercizio, mi sembrava tutto troppo strano non riesco a capire se sto meglio solo perchè faccio l’esercizio o se è un caso… voglio capire cosa c’è che mi fa stare meglio, non può essere solo l’esercizio. Provo a fare un pausa.

Dopo un po’ di tempo ci risentiamo.
hummm non ho più fatto l’esercizio…
sì è vero andava tutto meglio, il mio umore, il lavoro, i clienti, i rapporti… Devo dire che FARE l’esercizio aveva un effetto davvero positivo. Magari più avanti lo riprendo, adesso però devo concentrarmi su cose che hanno la priorità, devo sistemarmi col lavoro e devo capire cosa fare che mi può far vivere meglio…

[smette di dedicare 5 minuti della sua giornata ad una cosa che lo fa vivere meglio]

Assurdo vero?! eppure è così, si chiama autosabotaggio!

Quando trovi qualcosa che ti fa stare bene, non autosabotarti cercando la scusa che ti fa stare peggio per poi vivere lamentandoti alla ricerca del qualcosa che ti fa stare meglio… fallo e basta!

Mi capita spesso di vedere questo meccanismo in azione ed è successo pure a me in passato (forse mi capiterà anche in futuro).

Abbiamo una certa propensione a complicarci la vita e viviamo talmente chiusi nella centrifuga della lavatrice, che non ci accorgiamo di quante occasioni sprechiamo per migliorare la nostra vita.

L’esercizio che avevo proposto a quella persona era un semplice esercizio di respirazione consapevole, basta farlo 5 minuti la mattina e in cambio ti migliora la vita.

Anche questo sembra assurdo tanto quanto l’autosabotaggio, eppure anche questo è vero.

Non è solo l’effetto dell’esercizio in se ma è proprio il prendersi del tempo per farlo e sopratutto farlo consapevolmente.

Questo ti fa uscire, anche se solo per pochi secondi, dalla centrifuga e ti permette di avere maggiore chiarezza, aumenta la tua consapevolezza e tutte le cose strane ma vere che arrivano dopo sono dovute solo a questo.

Non è nulla di trascendentale e lo puoi provare sulla tua pelle, anzi sono sicuro che almeno una volta nella vita anche tu l’hai provato ma forse non te lo ricordi.

La teoria ti riempie solo la testa, bisogna FARE e FARE BENE!

 

Enjoy Your Life!

Cristian Paganoni

P.S. Ricevi le perle gratuite di Allungati e Respira Clicca qui!

    2 replies to "Togli la testa dalla lavatrice (almeno per un attimo)"

    • Giulia

      Ciao, io sono anni che sento di respirare male ma fino a quando non era così evidente come da qualche mese non ho dato il giusto peso ai segnali che il corpo mi stava dando, fino a quando qualche mese fa ho avuto ripetuti attacchi di panico con difficoltà a respirare e tuttora il problema principale a cui si aggiunge la paura e il pensiero di non poter vivere una vita normale a causa di questo problema hanno fatto si che questo blocco del respiro aumentasse. I sintomi cambiano ma in generale sento il diagramma bloccato e una sensazione di soffocamento 24 ore su 24. Ho fatto anche gli accertamenti medici per sicurezza ma dicono sia derivante dall’ansia. Quindi ho iniziato a fare circa due mesi fa gli esercizi di respirazione presenti anche nel tuo primo video ma quello di gonfiare l’addome e tenere fermo il torace alla lunga mi causava una sensazione forte di mancanza d’aria e rigidità allo stomaco quindi ho pensato che forse era meglio lasciar andare il respiro come voleva andare ma i sintomi non passano. Cosa devo fare? Grazie e buona giornata 🙂

    • Cristian Paganoni

      Ciao Giulia,
      quando si è nel vortice come te, bisogna andarci piano.
      Va bene fare gli esercizi di respiro ma devi ascoltare il corpo e non forzare, cerca di assecondarlo cercando però di rallentare piano piano il respiro.
      Massaggiati l’addome.
      Fammi sapere come va

Leave a Reply

Your email address will not be published.