Prima di controllare il respiro, bisogna liberarlo

Papà sdraiato sull’erba che respira in modo naturale con due bambine che giocano sopra di lui, simbolo di corpo libero e respiro naturale

Non sono partito dal respiro.

Sono partito da una ricerca più ampia:

capire cosa permette a una persona di stare bene, funzionare bene e mantenere nel tempo vitalità, libertà e capacità di recupero.

Nel corso degli anni ho studiato e praticato allenamento, arti marziali, postura, catene muscolari, allungamento globale, lavoro corporeo e discipline contemplative. Inevitabilmente sono arrivato anche al respiro.

Tante tecniche, una domanda irrisolta

Come accade a molte persone, mi sono trovato davanti a una quantità enorme di proposte:

  • respirazione addominale,
  • diaframmatica,
  • toracica,
  • circolare,
  • respirazione alternata,
  • pranayama,
  • ritmi,
  • conteggi
  • e tecniche per rilassarsi o attivarsi.

Le ho sperimentate. Alcune mi hanno dato benefici. Altre mi hanno aiutato a comprendere meglio il funzionamento del respiro. Ma continuavo a incontrare limiti e contraddizioni.

Ogni disciplina sembrava indicare un modo diverso di respirare. E più cercavo la tecnica migliore, più aumentavano le possibilità tra cui scegliere e la confusione.

A un certo punto ho capito che forse stavo partendo dalla domanda sbagliata.

Non dovevo chiedermi:

Qual è la tecnica di respirazione migliore?

Dovevo chiedermi:

Qual è la respirazione naturale dell’essere umano, prima di tutte le tecniche?

 

La risposta era già davanti ai miei occhi

Non ho trovato la risposta in un altro metodo.

L’ho trovata osservando la natura e, in particolare, i bambini nei primi anni di vita.

Un bambino con un corpo ancora libero non pensa di dover respirare con il diaframma, con l’addome o con il torace.

Non controlla volontariamente ogni fase. Nessun conteggio. 

Il suo respiro avviene spontaneamente perché il corpo possiede ancora la libertà necessaria per farlo.

 Ed è qui che il mio percorso sul corpo e sulla postura mi ha permesso di vedere qualcosa che, fino a quel momento, mi era sfuggito...

É qui che ho trovato la chiave:

la respirazione naturale non deve essere inventata o imposta. Deve essere resa nuovamente possibile.

 

Il problema non è sempre il respiro

Il corpo si adatta a tutto ciò che viviamo e noi, crescendo, accumuliamo tensioni, compensi, posture, stress, frustrazioni ed emozioni trattenute.

Progressivamente, alcune parti perdono libertà. 

Il diaframma può muoversi meno. Il torace si irrigidisce. Collo e spalle possono cominciare a partecipare alla respirazione più del necessario.

Di conseguenza il respiro si modifica adattandosi al corpo.

E, con il passare del tempo, ci troviamo a considerare normale una funzione che normale non lo è più: è semplicemente la migliore soluzione che il nostro organismo ha trovato per continuare a respirare nelle condizioni disponibili.

 È qui che ho riconosciuto il tassello mancante.

 

Il Tassello Mancante

Molte discipline lavorano sul corpo.

Altre insegnano tecniche respiratorie.

Altre ancora lavorano sulla mente, sul rilassamento o sulla performance.

Sono tutti approcci che possono avere valore.

Ma spesso manca un passaggio fondamentale:

prima di chiedere al corpo o al respiro di fare qualcosa, dobbiamo verificare se il corpo è ancora libero di respirare.

 

Perché possiamo imparare a inspirare per quattro secondi, espirare per sei, trattenere il respiro o dirigere l’aria verso una determinata zona.

Ma, se il corpo è rigido e pieno di compensi, rischiamo di applicare tecniche sopra una funzione primaria ancora limitata.

 

Da questa scoperta è nato AER

AER non parte da una tecnica respiratoria.

Parte dal corpo che deve respirare.

Il primo lavoro consiste nel riabilitare la corretta respirazione fondamentale.

Poi ridurre le tensioni e i compensi che interferiscono con il movimento respiratorio.

E praticare per ritrovare la propria respirazione naturale e solo dopo si passa a potenziarla. 

 

Il percorso, quindi, non è:

impara una tecnica e imponila al corpo.

È:

restituisci libertà al corpo e permetti al respiro di ritrovare la propria funzione.

 

Il punto dal quale ripartire

Non sono arrivato al respiro perché qualcuno mi ha detto che fosse magico.

Ci sono arrivato dopo anni di ricerca sul corpo e sul funzionamento dell’essere umano.

E ho compreso una cosa semplice e decisiva:

se il respiro naturale non viene prima reso nuovamente possibile, anche pratiche valide, allenamenti e tecniche rischiano di lavorare sopra una funzione primaria ancora limitata.

Per questo, nel mio lavoro, il respiro naturale non è una tecnica tra le altre.

È il punto dal quale ripartire.

 

Inizia dal Respiro Fondamentale

Per liberare il respiro naturale non serve partire da tecniche complesse.

Serve partire dalle fondamenta.

Ho preparato una guida dedicata al Respiro Fondamentale, il primo passo necessario per iniziare a osservare il proprio modo di respirare e avviare un percorso concreto verso una maggiore libertà respiratoria.

Puoi scaricare gratuitamente la guida al Respiro Fondamentale da questo link:

SCARICA LA GUIDA

Cristian

Cristian Paganoni

Ideatore e insegnante di Allungati e Respira, metodo pratico col quale aiuta le persone a stare bene in modo semplice. Sbloccando il corpo dalle tensioni, riportando il respiro al suo stato naturale e aumentando la consapevolezza per trovare il proprio equilibrio personale a 360°.

Cristian

Per approfondire

Per la versione approfondita di questa pratica e per altre pratiche ti consiglio il mio libro "Allungati e Respira per un Respiro libero e consapevole":
https://allungatierespira.com/libro

Leggi anche:

Prima di controllare il respiro, bisogna liberarlo

Sonno e Respiro: Il Segreto per Dormire come un Bambino

Libertà di Corpo, Respiro, Mente ed Emozioni: Il Percorso Verso la ...